In vetta alla Grignetta per la Cresta Cermenati

Domenica di inizio Ottobre, tempo poco promettente, nebbiolina e pioggia appena cessata. Decido comunque di andare a camminare per trovare un po’ della pace che solo l’alta quota mi sa regalare, quindi all’ultimo mi butto in macchina, da sola, accompagnata solo da un leggero magone e qualche pensiero che spero di abbandonare lungo la salita.

Il tempo, come il mio umore, è decisamente variabile, ma a differenza dal mio umore, affascinante e intrigante nella sua misteriosità. Pochissimi gli avventori, cosa che mi permette di godere appieno di questa bellissima passeggiata abbastanza breve ma dalla progressione implacabile. 2 orette in totale di salita senza correre ma nemmeno dormire portano dal pian dei Resinelli al bivacco Ferrario. Dopo un breve tratto di strada carrozzabile che porta al rifugio Porta, inizia il sentiero vero e proprio seguendo una freccia proprio sul retro del rifugio che non si può non vedere.

Ci sono una serie di bivi lungo la strada:
Il primo manda alla direttissima a sinistra e alla cermenati a destra
Il secondo manda a destra alla scalata sui Magnaghi, voi seguite il sentieri che sale un po’ più a sinistra che non ha nessuna indicazione particolare
Il terzo che vede a sinistra il congiungersi del sentiero delle direttissima e dal Rosalba se non ricordo male. A questo punto si stringono i denti e si salgono gli ultimi metri per una ventina di minuti fino al bivacco.

Il bivacco sembra uscito da Fascisti su Marte, purtroppo non si vedono Mimimmi nei paraggi. Il residuato bellico è come da tradizione circondato da bandierine tibetane colorate e dall’immancabile croce.

Purtroppo il tempo non mi ha permesso di godere appieno della vista che deve essere splendida. In ogni caso ho potuto godere di qualche apertura lungo il sentiero e sprazzi di cielo blu. La Grigna qui risulta a tratti quasi dolomitica, davvero meravigliosa!

Come dicevo io ho trovato la progressione molto impegnativa sia in salita sia in discesa, è davvero ripida e a tratti un pochino esposta. In ogni caso il percorso in sé è abbastanza adatto a tutti (non a bambini piccoli), ci sono solo un paio di passaggi con le catene ma non di grande pericolosità. L’unico consiglio è di fare stretching dopo se non volete sembrare Gamba di Legno per i due giorni dopo.

Per la cronaca io il giorno dopo avevo le gambe da buttare e la tonsillite.

Distanza da Milano: circa 1 ora.

Difficoltà: media.

Caratteristica del percorso: impegnativo. Dal pian dei Resinelli sono quasi 1000 metri di dislivello in 2 ore, quindi la progressione non da molta tregua.

Ristori – acqua: nessun ristoro né fontanella dal rifugio Porta in poi.

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