Madesimo – Canalone – Groppera – Angeloga – Madesimo

Il sentiero che, ad anello, parte da Madesimo, sale per il Canalone fino al Groppera, scende all’Angeloga per poi tornare a Madesimo passando da Motta alta, è in realtà un insieme di sentieri abbastanza impegnativo e lungo ma davvero spettacolare.

è da due anni che aspetto il momento giusto per farlo per intero, visto che l’ultima volta arrivata al Groppera sono ritornata dal Canalone per un temporale in arrivo e spaccandomi le gambe dalla discesa impervia.

Per il tragitto completo direi di calcolare circa 7 ore se volete almeno mangiare un boccone al bel Rifugio Chiavenna. è sicuramente un percorso per persone allenate e esperte, ma comunque non presenta particolari difficoltà, è davvero un peccato che sia praticamente introvabile come percorso in qualunque risorsa online, quindi spero che questo articolo possa esservi utile! Io mi sono documentata quanto più possibile on e off line e soprattutto mi sono affidata alla mia conoscenza del territorio.

Parto da sola as usual da Madesimo, salgo a piedi a Motta alta e da li attraverso per l’Alpe Groppera. li si segue una strada sterrata che sale verso cima sole e, stando attenti, a sinistra a un certo punto si vede in mezzo al prato un segnale si sentiero C36. La salita per il canalone è piuttosto faticosa e ripida. Il terreno all’inizio è a tratti dissestati e si capisce bene perché slavini spesso in inverno: è pieno di scanalature franose. Poi si fa ripido e le bacchette diventano superflue, a tratti bisogna quasi arrampicarsi su grandi massi ferrosi. La mia salita prosegue in solitaria, incontro solo alla fine un signore con un cane che, dalla gioia di incontrare un essere umano, mi abbraccia calorosamente. E qui, quasi arrivata in cima, la sorpresa: 2 stambecchi, davvero radi da queste parti, mi osservano e poi sgambettano sulla pietraia, lasciandomi di stucco.

Arrivo in cima, dove la vista dell’arrivo della funivia e i seggiolini della seggiovia ammassati danno una vista quasi spettrale.

Da qui cerco disperatamente i segnali per scendere verso l’Angeloga, cercando di ricordare quando la facevo con i miei genitori da bambina, arrivano fin qui con la funivia che era funzionante anche ad Agosto.

Prima di partire avevo guardato la cartina della Compass perché era l’unica fonte, vista la mancanza totale di indicazioni in rete. Cerco quindi il sentiero 46 che, però, non si vede. scendo cosi per circa 200 mt per la pista blu ( quella che gira larga con a destra il Pizzo Stella) cercando di seguire il percorso che si fa in inverno facendo il giro di freeride dell’Angeloga. A un certo punto a destra vedo segnato anche piuttosto bene un sentiero che scende parecchio, il numero 45, ma in realtà cercavo il 46! Qui inizio a preoccuparmi un po’… non vorrei finire al lago dell’Angeloga da sola… in un raro momento in cui il telefono prende, chiamo su suggerimento dell’ufficio turistico una guida alpina di Madesimo, il mitico Moreno, il quale mi rincuora dicendo che sono sul sentiero giusto e mi avverte che avrei trovato di li a poco un bivio ben segnalato. E così succede… Moreno mi ha svoltato la giornata! Una volta trovato un chiaro bivio su un sassone, proseguo verso destra godendomi lo spettacolo di laghetti alpini incantati, prati in fiore, mucche placide e Pizzo Stella in solitudine e felicità. Il sentiero scende e a volte risale un poco attraversando vari laghetti splendidi e cristallini, con rocce a picco. Lo spettacolo cromatico lascia senza parole.

L’ultimo lago che si incontra è il Lago Nero, quindi dopo poco vedo già come un miraggio il rifugio Chiavenna e il lago dell’Angeloga. In una mezz’oretta a scendere per un sentiero a tornanti abbastanza spacca gambe (sante racchette), arrivo finalmente al rifugio e qui segue un bel piatto di pizzoccheri e svacco lungo il lago.

A questo punto inutili i dettagli perché qui il sentiero si fa conosciuto e frequentato a scendere a Motta alta e poi a casa a Madesimo.